Dialetto - Filippo Maria Forni Italian 180 Dr Tuttle E F...

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Unformatted text preview: Filippo Maria Forni Italian 180 Dr. Tuttle, E. F. L’influenza dei Dialetti nelle Opere dei Poeti del Novecento. Scrivere versi in dialetto è possibile solamente quando esiste una lingua nazionale comune rispetto alla quale, per ragioni diverse, essa tende a distinguersi. La storia linguistica italiana è assai caratteristica sotto questo aspetto: abbastanza presto si crea una lingua letteraria dominante fondata sulla preminenza del dialetto tosco-fiorentino, che solo nel Cinquecento, in epoca classicistica e bembiana, si impone definitivamente. Fino al Cinquecento troviamo documenti letterari che presentano forti caratteristiche dialettali, che però non vengono sentite come alternative o addirittura contrarie alla lingua letteraria nazionale. È solo nel Cinquecento che l'Ariosto decide di toscanizzare l'Orlando furioso, che acquista fortuna la versione toscanizzata (ad opera del Berni) dell'Orlando innamorato, che infine si può parlare di testi letterari rigorosamente alternativi a quelli redatti in toscano, come accade aggressivamente nel caso del Ruzante. Questa opposizione si accentua nel Seicento, in un'epoca di decadenza del classicismo (si pensi ad esempio al Basile del Cunto de li cunti) e permane, sia pure nuovamente attenuata, nel Settecento (si pensi al Goldoni dialettale o al Meli). Per capire il perchè spesso i poeti scelgono di esprimersi in dialetto occorre ricordare che la situazione linguistica italiana è anomala rispetto ad altre realtà europee soprattutto per il fatto che accanto alla lingua letteraria nazionale (divenuta cioè patrimonio comune dei ceti letterati, che sono sempre una ristretta élite), continuavano a vivere nell'uso sociale quotidiano una grande quantità di dialetti o vere e proprie lingue alternative come per esempio il veneziano, che fu la lingua di Stato per tutta la durata della Serenissima. Questo fenomeno, che durerò sino all'unità d'Italia, era chiaramente osservabile nei parlamentari del Regno d'Italia i quali dimostravano difficoltà ad esprimersi oralmente in toscano, e pure in un grande poeta come il Manzoni che per gli 1 Filippo Maria Forni Italian 180 Dr. Tuttle, E. F. usi non letterari specialmente orali utilizzava di preferenza il milanese o il francese. Questo fatto determina una netta opposizione fra dialetti (parlate dell'uso quotidiano) e lingua nazionale (di carattere prevalentemente letterario), la quale per molti era chiaramente sentita come un'opposizione tra vita, realtà da un lato e letteratura dall'altro. Si giustificano così, specialmente nell'Ottocento, le scelte del dialetto come lingua letteraria in scrittori che vogliono dare un più preciso e forte contenuto di realtà vissuta e viva al proprio esercizio letterario: basti qui ricordare i casi del Porta e del Belli a suo luogo esaminati proprio in una prospettiva di "realismo dialettale", in consonanza con alcuni espliciti dettami della poetica romantica....
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This note was uploaded on 03/05/2008 for the course ITALIAN 180 taught by Professor Tuttle during the Spring '07 term at UCLA.

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