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Unformatted text preview: Lo Sguardo .net { rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) Confini animali dell’anima umana Prospettive e problematiche a cura di Myrtha de Meo-Ehlert ISSN: 2036-6558 Lo Sguardo – Rivista di Filosofia Aut. Tribunale di Roma n° 387/2011 - ISSN: 2036-6558 Edizioni di Storia e Letteratura Comitato Scientifico: Nunzio Allocca (sapienza Università di Roma) - Antonello D’Angelo (sapienza Università di Roma) - Paolo D’Angelo (Università degli studi Roma Tre) - Mário Santiago de Carvalho (Universidade de Coimbra) - Roberto Esposito (Istituto Italiano di Scienze Umane), - Miguel Angel Granada (Universidat Autònoma de Barcelona) - Thomas Macho (Humboldt Universität zu Berlin) - Marcello Musté (sapienza Università di Roma) - Maria Teresa Pansera (Università degli studi Roma Tre) - Fabio Polidori (Università degli studi di Trieste) - Lorena Preta (Psicanalista, membro ordinario SPI) - Paola Rodano (sapienza Università di Roma) - Wolfgang Rother (Universität Zürich) - Emanuela Scribano (Università di Venezia) - Francesco Saverio Trincia (sapienza Università di Roma) - Nicla Vassallo (Università degli Studi di Genova) Caporedattori: Simone Guidi (Coordinamento editoriale) Antonio Lucci (Rapporti con stampa e editoria) Redazione: Federica Buongiorno, Marco Carassai, Andrea Pinazzi, Libera Pisano Sito web: Contatti: [email protected] “Lo Sguardo” è una rivista elettronica di filosofia Open access pubblicata da Edizioni di Storia e Letteratura. A partire dal 2010 la rivista pubblica con cadenza quadrimestrale numeri esclusivamente monotematici costituiti da articoli scientifici inediti, saggi-intervista, traduzioni di estratti da opere scientifiche significative e di recente pubblicazione o articoli rilevanti per la comunità scientifica, recensioni di libri ed eventi culturali. Le sezioni che compongono “Lo Sguardo” sono: “Articoli”: la sezione ospita contributi scientifici prodotti e sottoposti su invito diretto della redazione. Tutti i contributi della detta sezione sono sottoposti a peer review dal Comitato dei lettori della rivista. “Interviste”: la sezione ospita saggi-intervista ad autori di opere o edizioni di opere rilevanti per il panorama scientifico e luminari di chiara fama sulle questioni di competenza dei singoli numeri. “Contributi”: la sezione, attiva a partire dal numero di Giugno (IX, 2012) ospita contributi scientifici prodotti e sottoposti in risposta ai Call for papers pubblicati per ogni singolo numero dai relativi curatori. Tutti i contributi della detta sezione sono sottoposti ad un doppio blind review da parte del Comitato dei lettori e altri collaboratori, esperti nelle materie in questione, selezionati per l’occasione dai responsabili della rivista. “Testi”: la sezione ospita prime traduzioni italiane di estratti da opere scientifiche significative e di recente pubblicazione o articoli rilevanti per la comunità scientifica e/o di difficile reperibilità. N. 18, 2015 (II) Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche a cura di Myrtha de Meo-Ehlert Indice: L'anima e l'animale. Prospettive e problematiche Editoriale di Myrtha de Meo-Ehlert ……………………………………………… pp. 5-7 ¶ Sezione Prima – Paradigmi. Prospettive e individuazione dei problemi sull’anima animale Articoli/1: Between Machinery and Rationality Two opposing Views on Animals in the Reinassance – and Their Common Origin di Cecilia Muratori .............................................................................................pp. 11-22 Articoli/2: The Animal Soul in the Seventeenth Century The opposing Views of Descartes and Gassendi di Brian Donovan Johnson .................................................................................pp. 23-39 Contributi/1: Ten Theses on Animality di Felice Cimatti .................................................................................................pp. 41-59 { Sezione 1/a – Due Nature La contrapposizione tra (anima) animale e natura umana Articoli/3: Von der Seele der Tiere und dem menschlichen Denken di Reinhardt Brandt ...........................................................................................pp. 63-99 Testi/1: Sovranità e animalità. Che lettore di Hobbes è Agamben? di Luc Foisneau ..................................................................................................pp. 101-112 Contributi/2: Bayle’s ‘Rorarius’, Leibniz and Animal Souls di Richard Fry ....................................................................................................pp. 113-127 Contributi/3: Nuda vita come animalità Un argomento di ontologia sociale contro Giorgio Agamben di Leonardo Caffo e Ernesto C. Sferrazza Papa ...................................................pp. 129-138 { Sezione 1/b – Una natura La continuità tra anima animale e anima umana Articoli/4: «Si dimostra incontra noi crudelissima fiera». Animals and the debates about the sexes in Moderata Fonte’s Il merito delle donne di Annika Willer ................................................................................................pp. 141-152 Articoli/5: Giordano Bruno. Heroism, Metamorphosis and Animality di Saverio Ansaldi ...............................................................................................pp. 153-165 Articoli/6: Natural Theology and the Origin of Instincts. Debating the Divine Government of Animals in Early Nineteenth-Century Britain di Federico Morganti ..........................................................................................pp. 167-187 Articoli/7: La théologie à la campagne. Exorcisme et excommunication des insectes en France au XVIIIe siècle, di Eric Baratay ..........................................pp. 189-200 ¶ Sezione Seconda – L'"umanità" nell'animalità { Sezione 2/a – Animali che sentono Gnoseologia animale come esempio/contro-esempio di quella umana Articoli/8: Albert the Great on Animal and Human Origin in his Early Works di Katja Krause ...................................................................................................pp. 205-232 Articoli/9: L’angelo e la bestia. Metafisica dell’istinto, tra Pierre Chanet e Marin Cureau de La Chambre, di Simone Guidi ..............................................pp. 233-258 Articoli/10: Animalité et humanité au XVIIIe siècle: Condillac, Diderot, Rousseau, di Jean-Luc Guichet ...............................................................pp. 259-272 { Sezione 2/b – Animali che parlano. La comunicazione dall’animale all’uomo e dell’uomo attraverso l’animale Articoli/11: Das fleischverschmähende Tier als Weg zur Gerechtigkeit di Zohra Makadmini ..........................................................................................pp. 275-286 Testi/2: Bestie – Sull’anatomia del terrore di fronte all’animale di Thiemo Breyer ...............................................................................................pp. 287-295 Articoli/12: «Come un che di animale». Wittgenstein etologo di Stefano Oliva .................................................................................................pp. 297-304 ¶ Sezione Terza – Questioni di etica. Fondamenti di una relazione oltre l’analisi noetica Articoli/13: L’ontologie de l’âme noétique dans le débat sur l’immortalité de l’âme en Italie ( 1516-1518). Quomodo de anima intellectiva considerat naturalis, di Laurence Boulègue .........................................................................................pp. 307-316 Contributi/4: «Animula, vagula, blandula», o sobre el alma perdidas de los animales, di Mónica B. Cragnolini ............................................................pp. 317-329 Contributi/5: Dall’anima degli animali ai diritti animali di Alma Massaro .................................................................................................pp. 331-346 Articoli/14: Der gutherzige Tiger. Tiervernunft und Skepsis in Michael de Montaignes Apologie für Raymond Sebond di Nikolaus Egel .................................................................................................pp. 347-362 Interviste/1: Animals in and around Poetry. Intervista a John Burnside a cura di Myrtha de Meo-Ehlert .........................................................................pp. 363-370 Recensioni, discussioni e note ..........................................................................pp. 371-404 © Lo Sguardo - rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) - Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche Editoriale L'anima e l'animale Prospettive e problematiche Myrtha de Meo-Ehlert “Why look at Animals?” John Berger, About Looking “L’animal nous regarde, et nous sommes nus devant lui. Et penser commence peut-être là.” J. Derrida, L’animal que donc je suis Lo sguardo dell’uomo sull’animale, che lo osserva e si specchia in esso, e lo sguardo dell’animale sull’uomo, che provoca in esso un sentimento di vergogna1, o lo spinge ad essere ‘attento e sospettoso’2, cattura solo una una delle molteplici relazioni tra uomo e animale, aprendo la possibilità di pensarne infinite. La questione dell’anima degli animali, affrontata in questo numero de Lo Sguardo, si innesta nel problema storico tra ricerca empirica e ontologia, toccando con quest’ultima sempre anche questioni teologiche e teleologiche. Il Jacques Derrida, L’animale che dunque sono, Milano 2006, tr. di M. Zannini, p. 38: «Contro l’imbarazzo che ci può essere nel trovarsi nudo, col sesso scoperto, davanti a un gatto che mi guarda senza muoversi, solo per vedere. (...) È come se, nudo di fronte al gatto, ne provassi vergogna, ma avessi nello stesso tempo vergogna di vergognarmi. Riflettersi della vergogna, specchio di una vergogna che si vergogna, di una vergogna speculare, ingiustificabile, inammissibile». 2 John Berger, About Looking, Wha look at animals, 4-6: «The eyes of an animal when they consider a man are attentive and wary. The same animal may well look at other species in the same way. He does not reserve a special look for man. But by no other species except man will the animal’s look be recognized as familiar. Other animals are held by the look. Man becomes aware of himself returning the look. (...) What were the secrets of the animal’s likeness with, and unlikeness from man? The secrets whose existence man recognized as soon as he intercepted an animal’s look». 1 5 © Lo Sguardo - rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) - Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche discorso contemporaneo sull’anima degli animali si può distinguere in tre filoni, uno pragmatico, uno metafisico ontologico e uno psicologico3. Quando Peter Singer, teorico dell’utilitarismo, provocava scandalo con i suoi contributi sulla dignità dell’uomo4, usava la relazione con l’animale per completare la definizione di ‘persona’ come essere qualificato di autocoscienza, razionalità (minima) e capacità di sentire dolore, includendo in questa categoria animali ‘superiori’ (scimmie) ed escludendo esseri umani ‘inferiori’ (embrioni, bambini appena nati). Aldilà delle conseguenze etiche di questa operazione, la sua mossa è innanzitutto un’operazione di ridefinizione di una specie da salvaguardare, benché il suo punto di vista cerchi di affrontare proprio il cosiddetto specismo. Singer infatti fa uso di due elementi qualificanti di una ‘persona’, per poterle accordare i diritti ‘umani’: un minimo di razionalità e autocoscienza da un lato (con una serie di implicazioni epistemologiche) e la capacità di sentire dolore (che necessita percezione ed emozione) dall’altro lato. Benché questa definizione sembri introdurre nuovi elementi sostanziali nella categorizzazione, essa si basa sulla classica distinzione tra uomo - definito come essere razionale e unico essere che ride o che sente dolore - e animale nella qualificazione della nuova categoria ‘persona’. Accanto a questa operazione pragmatica, nell’ontologia contemporanea la domanda sull’anima animale viene inserita in una ricerca neurofilosofica affronta per esempio da Markus Wild, Colin Allen e Marc Bekoff, Alasdiar MacIntyre, Robert Lurz5. Questa indagine sull’epistemologia animale è criticata da un approccio psicologico, che sottolinea la distinzione tra uomo pensante e animale non pensante sulla basa di una teoria darwinista e una teleologia scientifica. Il giudizio è fondato sull’osservazione del comportamento degli animali, che benché sembri analogo al comportamento umano non permette però la deduzione in favore di capacità intellettive degli animali6. Mentre è stato tentato di assottigliare la distinzione metafisico-ontologica tra l’uomo e animale in alcuni contributi contemporanei, tra correnti antispeciste e altre vicine al pragmatismo, nella storia della filosofia la relazione tra animale e uomo è stata determinata dall’interpretazione del ‘qualificante’, del diverso stato ontologico o del comune essere. L’accentuazione dell’uomo creato ad imaginem Dei in opposizione alla creazione dell’animale ad naturam, permette di seguire un duplice filone d’indagine. Da un lato, la problematizzazione del rapporto tra Anche M. Wild sottolinea tre branche nella filosofia dell’animale che individua nell’interesse per la differenza antropologica, quello per l’anima degli animali, quello per l’etica animale. 4 P. Singer, How Are We to Live? Ethics in an Age of Self-interest, Melbourne 1993. Should the Baby Live? The Problem of Handicapped Infants, Oxford 1985. Unsanctifying Human Life: Essays on Ethics, ed. by. H. Kuhse, London 2002. 5 Cfr. M. Wild, Tierphilosophie zur Einführung, Hamburg 2008, D. Perler u. M. Wild, Der Geist der Tiere, Frankfurt 2005, K. Petrus und M. Wild, Animal Minds & Animal Ethics. Connecting Two Separate Fields, Bielefeld 2013 C. Allen und M. Bekoff, Species of mind. The philosophy and biology of cognitive ethology, Cambridge, MA 1997. A. MacIntyre, Dependent rational animals, Chigaco 1999. R. Lurz, The Philosophy of Animal Minds, Cambridge 2009. 6 Cfr. R. Brandt, Können Tiere denken? Ein Beitrag zur Tierphilosophie, Frankfurt 2009. P. Janich, Der Mensch und andere Tiere. Das zweideutige Erbe Darwins, Berlin 2010. 3 6 © Lo Sguardo - rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) - Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche uomo e animale si concentra sull’anima razionale dell’uomo, con le sue singole virtù intellettive, dall’altro, il focus è concentrato sull’anima sensibile che uomo e animale hanno in comune. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’indagine si concentra sulla definizione e distinzione della conoscenza umana, cercando di individuare il ‘qualificante’ umano nell’epistemologia, focalizzandosi sui sensi interni: senso comune, estimazione, immaginazione, memoria, reminiscenza, capacità di astrazione e di negazione. Il secondo versante presenta si concentra sul rapporto proprio tra le virtù intellettive e l’anima sensibile . Questo numero de Lo Sguardo cerca di inquadrare i contributi storico filosofici dedicati proprio all’anima degli animali nell’ampia trattazione del rapporto tra uomo e animale delineando quattro campi semantici di esso e permette così di ampliare e fondare il dibattito contemporaneo sull’anima degli animali. Si distinguono perciò due sezioni che presentano ricerche diacronicamente unite da un approccio particolare. determinato dalla diversità o dall’unità delle nature umane e animale, dal rapporto e dalla relazionabilità tra uomo e animale, concludendo con una serie di contributi estrinsechi all’analisi noetica. Infine, vorrei esprimere un particolare ringraziamento a Marzia Caciolini che ha collaborato a tutte le fasi della ideazione, preparazione e curatela di questo numero; senza di lei questo volume non avrebbe potuto essere publicato. 7 ¶ Sezione Prima Paradigmi Prospettive e individuazione dei problemi sull’anima animale © Lo Sguardo - rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) - Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche Articoli/1 Between Machinery and Rationality Two Opposing Views on Animals in the Renaissance – and Their Common Origin Cecilia Muratori Articolo sottoposto a peer-review. ricevuto il 04/05/2015. Accettato il 11/06/2015 While a fascination with the mechanics of the body is evident in many Renaissance authors, the question about the extent of the animals’ rationality also gained currency. I aim to show that already before Descartes these two opposing conceptions of the nature of animals – considered as machines, or as intelligent beings partaking in rationality – intertwined, manifesting a surprising common origin. Drawing especially on the works of Pereira and Tommaso Campanella, I argue that both hypotheses derive from a difficulty in dealing with the view of nature as a continuum, alongside the crisis of the Aristotelian structure of the soul. If no clear line can be drawn to separate sensation and rationality, aren’t we forced to conclude that animals must either be rational or lack sensation altogether? While Pereira proposes to follow this second path, Campanella warns that the proper goal is to avoid both these extremes. But the success of Descartes’ theory ultimately obfuscated the fact that the distance between animal automatism and animal rationality was shorter than it might seem: they could indeed be viewed as two possible ways to solve (or rather to escape) the problem of dealing with the continuity between man and animal. *** Introduction As Pierre Bayle pointed out in his Dictionnaire, thinking about the soul of animals seems to lead either to extreme positions, or to a medium position that one can’t possibly fully explain and justify1. Bayle has in mind two specific extreme positions: some consider animals to be rational, just like humans, while others compare them to machines, devoid not only of rationality but of sensation altogether. Both these views are represented in two famous articles P. Bayle, Dictionnaire historique et critique, Amsterdam/Leyde/La Haye/Utrecht 1740, 4 vols., here vol. 3, p. 653 (article: Pereira): «Les opinions extrême sur ce sujet [i.e. the soul of animals] sont, ou absurdes, ou très-dangereuses; le milieu qu’on y veut garder est insoutenable». 1 11 © Lo Sguardo - rivista di filosofia N. 18, 2015 (II) - Confini animali dell’anima umana. Prospettive e problematiche in the Dictionnaire, devoted respectively to Girolamo Rorario, author of Quod animalia bruta ratione utantur melius homine2, and to Gómez Pereira, who discussed in Antoniana Margarita (1554) a theory of animal automatism which has often been considered to bear some similarities with that of Descartes3. Attempts to argue for – so to speak – a third way in between these two polarised positions appear to Bayle to be doomed to failure, and indeed the debate on the soul of animals after the publication of Descartes’ Discourse on Method is dominated by precisely these extreme interpretations. In this essay I draw attention to a possible background from which the split between animal rationality and animal ‘machinery’ could have originated, showing that both extremes share a common way of arguing about the animal soul. In other words, they may be regarded, from a logical point of view, as similar solutions to the problem they deal with: the differentiation between the soul of man and the soul of animals. Instead of considering them as opposed, I propose to investigate these two positions in their interrelation. Such an approach will show that the polarisation between considering the soul of animals to be either very close or rather very far from the human one (claiming that animals are rational, or that they don’t feel at all) reveals a structural problem, rooted in the Renaissance reception of Aristotle’s account of the soul4. The controversy on animal machinery and animal rationality thus leads us beyond the historiographical construction based on considering Descartes as the turning point with regard to the debates on animal automatism. I will proceed in three steps: first I will outline the problem of the continuity of sensation and rational...
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