S_and_F_8_2012_Apocalypse_know_how.pdf - COMITATO SCIENTIFICO PAOLO AMODIO GUIDO BARBUJANI EDOARDO BONCINELLI ROSSELLA BONITO OLIVA BARBARA CONTINENZA

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KAPLAN NEIL LEVY ANNA LISSA DIEGO LUCCI DAVIDE MAROCCO MAX STADLER REDAZIONE PAOLO AMODIO (DIRETTORE) CRISTIAN FUSCHETTO FABIANA GAMBARDELLA GIANLUCA GIANNINI DELIO SALOTTOLO ALESSANDRA SCOTTI ALDO TRUCCHIO Docente di Filosofia Morale _ Università degli Studi di Napoli Federico II Docente di Genetica _ Università degli Studi di Ferrara Docente di Biologia e Genetica _ Università “Vita‐Salute San Raffaele” di Milano Docente di Filosofia Morale _ Università degli Studi di Napoli – L’Orientale Docente di Storia della scienza e delle tecniche _ Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Docente di Teoria dell’evoluzione e Politica _ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Docente di Filosofia e Scienze del vivente _ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Giornalista scientifico e scrittore, Direttore del Master in Comunicazione Scientifica della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste Docente di Filosofia Morale _ Università degli Studi di Napoli Federico II Docente di Teoria dell’informazione _ Università degli Studi di Trieste Docente di Bioetica _ Università degli Studi di Torino Docente di Filosofia della Scienza _ Università degli Studi di Milano‐ Bicocca Docente di Filosofia Morale _ Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Docente di Diritto Civile _ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Docente di Cibernetica _ Università degli Studi di Palermo Docente di Filosofia Teoretica _ Università degli Studi di Genova Professeur au Département d'études hébraïques et juives, Université de Strasbourg; Membre de l'Institut Universitaire de France; Prof. invité au départment de pensée juive, Université hébraïque de Jérusalem Kevy and Hortense Kaiserman Professor in the Humanities, Brandeis University, Waltham, Massachusetts Deputy Director (Research) of the Oxford Centre for Neuroethics; Head of Neuroethics at the Florey Neuroscience Institutes, University of Melbourne Wissenschaftliche Mitarbeiterin ‐ Martin‐Luther‐Universität Halle‐ Wittenberg Associate Professor of History and Philosophy, American University in Bulgaria Lecturer in Cognitive Robotics and Intelligent Systems, Centre of Robotics and Neural Systems, School of Computing and Mathematics, University of Plymouth, UK Professur für Wissenschaftsforchung, Eidgenössische Technische Hochschule, Zürich Università degli Studi di Napoli Federico II_ Facoltà di Lettere e Filosofia_ Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”_ Via Porta di Massa, 1 80133 Napoli tel. +390812535582 fax +390812535583 email: [email protected] Università degli Studi di Napoli_Federico II Università degli Studi di Napoli_Federico II Università degli Studi di Napoli_Federico II Università degli Studi di Napoli_L’Orientale Università degli Studi di Napoli_Federico II Université de Genève S&F_scienzaefilosofia.it ISSN 2036_2927 Eventuali proposte di collaborazione (corredate da un breve curriculum) vanno inviate via email all’indirizzo: [email protected] L’immagine in copertina, Medusa, è opera del Maestro Nizzo de Curtis INTRODUZIONE Ottavo numero di Scienza&Filosofia. Online per scelta, in ordine al dinamismo e all’immediata disponibilità della ricezione, adattandosi volentieri ai tempi e agli spazi che la rete in genere istituisce: vorrebbe essere agile e facilmente fruibile per chi è interessato a prender parte alle nostre discussioni. La sua mission non può dunque che essere diretta e senza scolastici orpelli: Preoccupata di istituzionalizzarsi come depositaria della coscienza etica del progresso scientifico, a quasi trent’anni dalla sua nascita la bioetica sembra essere a un bivio: rinnovare il suo statuto o rischiare di smarrire definitivamente la sua mission di disciplina di incrocio tra sapere umanistico e sapere scientifico. È nostra convinzione che la bioetica possa continuare a svolgere un ruolo solo se, piuttosto che salvaguardare principi assiologici di una realtà data, sia intenzionata a ripensare criticamente i valori alla luce dei cambiamenti, epistemologici prima ancora che ontologici, dettati dall’età della tecnica. Il nostro obiettivo è quello di individuare ed evidenziare il potenziale d’innovazione filosofica tracciato dalla ricerca scientifica e, al contempo, il potenziale d’innovazione scientifica prospettato dalla riflessione filosofica. Da questa mission la rivista trova l’articolazione che ci è parsa più efficace. Anche questo numero conterrà perciò le seguenti sezioni, seppur un po’ più flessibilmente intese: DOSSIER Il vero e proprio focus tematico scelto intorno al quale andranno a orbitare STORIA Esposizione e ricostruzione di questioni di storia della scienza e di storia di filosofia della scienza con intenzione sostanzialmente divulgativa; ANTROPOLOGIE Temi e incroci tra scienze, antropologia filosofica e antropologia culturale; ETICHE Riflessioni su temi di “attualità” bioetica; LINGUAGGI Questioni di epistemologia; 1 ALTERAZIONI Dalla biologia evoluzionistica alla cibernetica, temi non direttamente “antropocentrati”; COMUNICAZIONE La comunicazione della scienza come problema filosofico, non meramente storico o sociologico. In altri termini: quanto la comunicazione della scienza ha trasformato la scienza e la sua percezione?; ARTE Intersezioni tra scienze e mondo dell’arte; RECENSIONI&REPORTS Le recensioni saranno: tematiche, cioè relative al dossier scelto e quindi comprensive di testi anche non recentissimi purché attinenti e importanti; di attualità, cioè relative a testi recenti. Reports di convegni e congressi. Per favorire la fruibilità telematica della rivista, i contributi si aggireranno tra le 15.000 – 20.000 battute, tranne rare eccezioni, e gli articoli saranno sempre divisi per paragrafi. Anche le note saranno essenziali e limitate all’indicazione dei riferimenti della citazione e/o del riferimento bibliografico e tenderanno a non contenere argomentazioni o ulteriori approfondimenti critici rispetto al testo. A esclusione delle figure connesse e parti integranti di un articolo, le immagini che accompagnano i singoli articoli saranno selezionate secondo il gusto (e il capriccio) della Redazione e non pretenderanno, almeno nell’intenzione – per l’inconscio ci stiamo attrezzando – alcun rinvio didascalico. Last but not least, S&F_ è parte del Portale Sci‐Cam (Percorsi della scienza in Campania, ‐cam.it) in virtù di una condivisione di percorsi e progetti. Un grazie di cuore a Tiziana Gambardella per la revisione ai testi in lingua. 2 Le immagini d’apertura ai singoli articoli – coperte da copyright e tratte dal sito – che appaiono in questo numero sono dei nostri famigerati amici CYOP&KAF, cui va il nostro grazie per la loro generosità. In rete, come promesso, prima della fine del mondo La Redazione di S&F_ 3 S&F_n. 8_2012 INDICE 1 INTRODUZIONE 5 INDICE DOSSIER 9 Apocalypse know‐how 12 FABIANA GAMBARDELLA La presenza tra apokálipsys ed éschaton. Sul dramma antropologico di Ernesto de Martino 21 STEFANO CASERINI La questione morale dei cambiamenti climatici 35 VALLORI RASINI Apocalittici e dannati 46 DELIO SALOTTOLO L’orizzonte contemporaneo della fine del mondo. Lineamenti per una dialettica apocalisse/sopravvivenza 65 GIANLUCA GIANNINI IN‐E‐vocazioni della fine (o della cinemetafisica) 81 ROSANNA CUOMO La scrittura del dis‐astro e il freddo bagliore di un firmamento senza stelle 92 ALESSANDRA SCOTTI Filosofare alla fine dei tempi. Riflessioni agambeniane 106 CIRO INCORONATO Dal mito dell’eterno ritorno all’apocalittica ebraico‐ cristiana: Essere e Tempo all’alba e al tramonto dell’Occidente 118 ENRICO EULI Rien ne va plus: les jeux sont faits 131 GIANLUCA LEGGIERO Jünger\Céline. Sulla Catastrofe 143 ROSSELLA BONITO OLIVA Catastrofi sintomatiche e catastrofi propedeutiche STORIA 157 EDWARD K. KAPLAN Gaston Bachelard’s Philosophy of Imagination: An Introduction ANTROPOLOGIE 192 FABIANA GAMBARDELLA Vita biografica vs. Vita biologica: la questione dell’anthropos in Karl Löwith ETICHE 203 LUCA LO SAPIO Filosofia della medicina: spunti di riflessione e modelli teorici LINGUAGGI 222 ANNA BALDINI Tra persuasione e cambiamento. Considerazioni sulla terapia strategica di Paul Watzlawick ALTERAZIONI 237 CRISTIAN FUSCHETTO Vita storpia COMUNICAZIONE 246 ALEX GIORDANO Netnografia, storia di un paradosso ARTE 257 VIOLA CAROFALO Come si diventa negri? Di che colore sono i negri? Breve viaggio attraverso i romanzi di Richard Wright 5 RECENSIONI&REPORTS report 275 La filosofia morale in Italia oggi e domani. A proposito di un recente convegno Reportage del Convegno: Natura umana, etica e società. Prospettive della Filosofia morale Dipartimento di Filosofia – Sapienza Università di Roma – Villa Mirafiori – 20‐21 settembre 2012 (LUDOVICO DE LUTIIS) recensioni 283 Günther Anders, L’uomo è antiquato I: Considerazioni sull’anima nell’epoca della seconda rivoluzione industriale, Bollati Boringhieri, Torino 2003 Günther Anders, L’uomo è antiquato II: Sulla distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale, Bollati Boringhieri, Torino 2007 (ALDO MECCARIELLO) 291 Ludwig Binswanger, Delirio. Antropoanalisi e fenomenologia, Marsilio Editori, Venezia 1990 (ANNA BALDINI) 297 Ernesto de Martino, La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali, Einaudi, Torino 1977 (FABIANA GAMBARDELLA) 304 Antonio Delfini, Poesie della fine del mondo e poesie escluse, Quodlibet, Macerata 1995 (GENNARO DI BIASE) 309 Jacques Derrida, Ogni volta unica, la fine del mondo, Jaca Book, Milano 2005 (ALESSANDRA SCOTTI) 313 Francis Fukuyama, L’uomo oltre l’uomo. Le conseguenze della rivoluzione biotecnologica, Mondadori, Milano 2002 (CIRO INCORONATO) 317 Roberto Marchesini, Il tramonto dell’uomo. La prospettiva post‐umanista, Edizioni Dedalo, Bari 2009 (ALESSANDRA SCOTTI) 323 Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano 2004 (CIRO BALDINI) 6 329 Telmo Pievani, La fine del mondo. Guida per apocalittici perplessi, il Mulino, Bologna 2012 (CIRO INCORONATO) 332 Ilya Prigogine, Le leggi del caos, Laterza, Roma‐Bari 2008 (DELIO SALOTTOLO) 337 Emanuele Severino, Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1995 (MARIA TERESA SPERANZA) 7 S&F_n. 8_2012 DOSSIER Apocalypse know‐how ABSTRACT: What can Philosophy and Science tell about “Apocalypse”? The former seems to show a nihilistic power, while the latter uses a descriptive power, thus avoiding any religious or mystic impulse. The outcome, anyway, looks like a vade mecum. In any case, all “apocalyptic nouns” range between Prophecy and Foresight, Presage and Oracle, Superstition and Faith, Archetype and Destiny, Unconscious and Power, Messianism and Nowhere, Remorse and Day After, Society Game and Ceremony. Il Messia non verrà l’ultimo giorno, ma il giorno dopo. Franz Kafka La filosofia sa dire dell’apocalisse, senza autocompiacersi del proprio potenziale nichilistico e dell’illusione contemplativa? La scienza sa dire dell’apocalisse, senza autocompiacersi perché la contempla, le è sufficiente cambiare il nome, o quanto meno neutralizzare, di quel nome, ogni eco religiosa e superstiziosa e riflettere su se stessa circa il suo potenziale tecnico, in termini preventivi e/o distruttivi. 9 Qual è il precipitato, in ogni caso? Un vademecum. Magari, nel primo caso, esito di una narrazione prolissa e ridondante, nel secondo, breviario di un compendio asciutto. Ma che si tratti del racconto squisitamente filosofico o rigorosamente scientifico, ogni sintagma apocalittico riposa tra profezia e previsione, tra presagio e oracolo, tra superstizione e fede, tra archetipo e destino, tra inconscio e potere, tra messianismo e nulla, tra pentimenti e day after, tra gioco di società e cerimonia. L’apocalisse è allegoria e metafora, simbolo e sineddoche. Più o meno. Gioco numerologico: 70 volte 7, 21/12/2012, tressette con o senza il morto, 3 x 7 = 21 (12/2012), 7 di creazione e 7imo di riposo, 7 il tempo sulla tavola imbandita da Pitagora [a 7 anni cadono i denti, a 14 c’è la pubertà, a 21 la maturità, a 70 la morte (o l’ordinaria quiescenza accademica)], 7 è armonia o discordia nella Kabbalah, per i cromosomi ci stiamo attrezzando, S&F_non_7_ma_8. Anti‐Buon Natale 2012 di protesta. Venga il racconto, allora, tanto nei suoi toni noiosi quanto nei suoi ritmi suggestivi. Vien voglia di partecipare al gioco, incanto letterario o disincanto filosofico‐scientifico che sia, know‐how/freak out senz’altre pretese. Tanto, nel giardino degli oziosi si sta per evocazione e approssimazione colta. E allora l’Apocalisse di Giovanni: Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re: cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durar poco. Non ci sarà più nulla di maledetto. Poi mi disse: «Non sigillare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. Chi è ingiusto continui a praticare l’ingiustizia; chi è impuro continui a essere impuro; e chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo si santifichi ancora». 10 Se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro. E allora, poiché il tempo stringe, anche Il settimo sigillo di Ingmar Bergman: Jöns: Addio fanciulla, avrei potuto violentarti ma è un genere d’amore che non mi va. Troppo faticoso tutto sommato. ... Jöns: Si, farò silenzio, ma mi ribello. ... Jöns: La mia pancia è tutto il mio mondo, la mia testa la mia eternità, e le mie mani due magnifici soli. Le gambe sono i dannati pendoli del tempo e i miei piedi sporchi i due eccellenti fondamenti della mia filosofia. Il tutto vale esattamente quanto un rutto, con l’unica differenza che un rutto dà più soddisfazione. ... Jöns: E allora, povero illuso, cosciotto di prosciutto, ti dirò che l’amore non è che un altro nome per lussuria, più lussuria, più lussuria, più un dannato mucchio di inganni, di falsità, di menzogne e ogni sorta di imbrogli. ... Jöns: Tra le gambe di una troia è la vita una gran gioia. ... Jöns: In alto siede l’Onnipotente così lontano che è sempre assente mentre il Diavolo suo fratello lo trovi anche al cancello. ... Jöns: Scimmie tanto simili all’uomo da essere stupide quanto lui. Morte: Non mi serve sapere. Antonius Block: Chi sei tu? Morte: Sono la morte. Antonius: Sei venuta a prendermi? Morte: È già da molto che ti cammino a fianco. Antonius: Me n’ero accorto. Antonius Block: Ti tocca il nero. Morte: Si addice alla Morte, non credi? Antonius Block: Io vorrei sapere, senza fede, senza ipotesi, voglio la certezza. Voglio che Iddio mi tenda la mano e scopra il suo volto nascosto e voglio che mi parli. Lo chiamo e lo invoco, e se Egli non risponde io penso che non esiste. Morte: Forse è così, forse non esiste. Antonius: Ma allora la vita non è che un vuoto senza fine. Nessuno può vivere sapendo di dover morire un giorno come cadendo nel nulla senza speranza. Morte: Molta gente non pensa né alla Morte né alla vanità delle cose. Morte: Perché non la smetti di fare tante domande? Antonius Block: No, non la smetterò. Morte: Tanto nessuno ti risponde. P.A. 11 DOSSIER Fabiana Gambardella, La presenza tra apokálipsys ed éschaton FABIANA GAMBARDELLA LA PRESENZA TRA APOKÁLIPSYS ED ÉSCHATON. SUL DRAMMA ANTROPOLOGICO DI ERNESTO DE MARTINO 1. La presenza: il mai deciso e il sempre deciso 2. All’ombra dell’apocalisse 3. Apocalissi senza éschaton? ABSTRACT: This paper intends to show the constant interest of Ernesto de Martino in the problem of the apocalypses. In any historical time any presence in the world, any Dasein, seems to be exposed to the risk of a crisis. By crisis de Martino means the danger that constantly threatens man, that is the danger of not being part of any possible history, and therefore not being able to create any project of shared values. However, as an integral humanist, de Martino needs to constantly exorcise the danger of any apocalypse by building a mythical‐ritual system of symbols (whether it be transcendent or immanent), which can mitigate the bitterness of history. 12 S&F_n. 8_2012 1. La presenza: il mai deciso e il sempre deciso È una scrittura, quella di de Martino, che non può essere scandagliata a prescindere dalla sua biografia. Si tratta di una vita nella quale lo sforzo teoretico è inscindibile dall’impegno pratico, dalla volontà tutta umanistica di esorcizzare, attraverso l’esistenza condivisa e la costruzione del valore, l’apocalisse che minaccia ogni presenza nel mondo. L’uomo del resto è formatore di mondo, colui che costantemente trascende il nudo fatto della vita, nello slancio verso un ex‐ sistere che è perenne costruzione di senso. De Martino vive in prima persona le apocalissi del suo tempo: in prima istanza aderisce al fascismo come tensione verso uno Stato etico1, partecipa poi alla resistenza sul fronte del Senio, dove ha modo di constatare dal vivo la barbarie in atto nei regimi totalitari, è spettatore sgomento della guerra fredda e del pericolo incombente di una distruzione globale a opera degli ordigni atomici. Storicista sui generis, allevato alla scuola di Croce, ne rappresenta comunque un esponente eretico: la sua volontà tenace di dar vita a un’etnografia storicistica, cozza di fatto con le petizioni di principio crociane secondo cui dei Naturvölker non si dà storia, poiché con essi non c’è condivisione di «comuni ricordi e sentimenti», giacché essi «si ostinano a non entrare nella storia, la quale è lotta di libertà»2. E come intraprendere una storia di chi nella storia non è mai entrato? Già a partire dall’opera maggiore, Il mondo magico, apparsa nel 1948 si delinea il percorso tutto inedito dell’autore, che 1 Per una ricostruzione dettagliata del percorso demartiniano rispetto al fascismo si cfr. R. Di Donato, I greci selvaggi. Antropologia storica di Ernesto de Martino, Manifestolibri, Roma 1999. 2 B. Croce, L’umanità e la natura, in Filosofia e storiografia, Laterza, Bari 1949. Alle pp. 247‐248 leggiamo a proposito dei Naturvölker che: «zoologicamente e non storicamente sono uomini», perciò su di essi «si esercita, come verso gli animali, il dominio, e si cerca di addomesticarli e di addestrarli, e in certi casi, quando altro non si può, si lascia che vivano ai margini, vietandosi la crudeltà che è colpa contro ogni forma di vita, ma lasciando altresì che di essi si estingua la stirpe». 13 DOSSIER Fabiana Gambardella, La presenza tra apokálipsys ed éschaton scatenerà poco dopo l’ira del maestro. La ybris operata da de Martino consiste nella storicizzazione delle categorie, per Croce sorta di «aristotelico motore immoto, fonti supreme di tutti i concetti, condizioni di tutti i giudizi»3, per de Martino costruzioni storiche e contingenti. La stessa ipseità, quel subjectum inteso come trascendentale a fondamento e garanzia del mondo, altro non sarebbe per de Martino che un approdo non sempre e non ovunque presente. Contro i sacri dettami del maestro de Martino ritiene che interpretare la presenza come dato astorico e uniforme, e mai come un istituto in fieri, comporti «l’ipostasi metafisica di una formazione storica», e sia emblema di un umanesimo circoscritto alla sola civiltà occidentale che riconosce unicamente le forme tradizionali4. Kant assumeva come dato astorico e uniforme l’unità analitica dell’appercezione, cioè il pensiero dell’io che non varia con i suoi contenuti, ma che li comprende come suoi, e di questo dato pose la condizione trascendentale nell’unità sinte...
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