Ho_visto_Junger_nel_Caucaso._Jonathan_Li

La parola kniébolo appartiene a quel genere

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Jünger fornisce la seguente, tardiva spiegazione: «[. ..] la parola Kniébolo appartiene a quel genere d’immagini che af f orano nei sogni e che il sognatore stesso non è in grado di chiarire. Siffatte parole o piuttosto suoni si attestano al di sotto della logica e dell’etimologia e rivelano pertanto un carattere associativo di tipo ameboide – essi possono estendersi in varie direzioni. L’inesplicabile fa parte della loro potenza. Naturalmente la parola giovava anche a ot- tenere un certo effetto di mascheramento» (cfr. E. Jünger. Federbälle II [1979], in Id., Sämtliche Werke , cit., vol. 12, sez. II, p. 414). 173 E. Jünger, Das zweite Pariser Tagebuch , cit., p. 91, in data 4 luglio 1943. 174 Id., Strahl ., cit., p. 341, in data 17 giugno 1943. 175 Id., Die Schere [1990], Stoccarda, 2001, p. 162.
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58 Ho visto Jünger nel Caucaso 1942, registra uno smottamento nel passaggio f nale ai Sämtliche Werke . Nella prima versione a stampa, infatti, la notazione sonava decisamente più enfa- tica: «Dopo che la mia vita ha preso qui una forma che non potrò più dimenticare, questa cesura è forse auspicabile» 176 . Senza toccare la delicata questione dell’ understatement che impronta le laboriose revisio- ni a cui Jünger sottopone i testi negli anni Settanta del secolo scorso (con la parziale eccezione dell’ Arbei- ter ), la versione primitiva dell’appunto offre la misura del taglio netto impresso sul ménage parigino dall’im- minente partenza per il fronte orientale. Tutta una co- stellazione di libri, donne e pensieri preziosi rischia di sparire per sempre. Di più Jünger non dice, o quasi. C’è in effetti un altro passo, nei diari, su cui vale forse la pena sostare qualche momento. Siamo ancora alla vigilia della partenza per la Russia: Dormito molto male, il che dipende senz’altro dai miei disturbi. Ma non si può marcare visita se sei in par- tenza per la Russia. Coincidenze del genere ne ho già sperimentate tante nella vita; in questi casi ci si trova alle strette [ in Zwangslage ] 177 . Natura e scopi del distaccamento non sono chiari. Littell assume la tesi della «missione ispettiva» 178 . Ad ogni modo, il capitano Jünger parte di contraggenio, 176 Id., Strahl ., cit., p. 184, in data 17 giugno 1943. 177 Id., Das erste Pariser Tagebuch , cit., p. 398, in data 12 ottobre 1942. 178 A 300, B 288.
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Giuseppe Raciti 59 e non certo perché la situazione che lo attende è peri- colosa. Stiamo parlando di un individuo che all’epoca dei fatti portava seco i segni di svariate ferite d’arma da fuoco subite in altrettante azioni pericolose – quat- tordici secondo lo stesso Jünger, «solo sette» secon- do Hans Peter des Coudres 179 . Forse la partenza per la Russia non è una vera missione, ma un provvedi- mento restrittivo o addirittura una misura punitiva. Al riguardo si possono sviluppare solo delle congetture, più o meno feconde, come quella proposta di recente da A. Mitchell, secondo cui la partenza per la Russia sarebbe stata imposta da motivi “escapistici”. Mitchell allude agli effetti psicologici della così detta “crisi de- gli ostaggi” ( Geiselkrise ), in cui Jünger fu coinvolto a vari livelli 180 : 179 H.P. des Coudres, H. Mühlesein, Bibliographie der Wer-
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