Sappiamo che De Filippo aveva elaborato e messo in scena una versione

Sappiamo che de filippo aveva elaborato e messo in

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Sappiamo che De Filippo nel ’35-’36 aveva elaborato e messo in scena una versione napoletana del Berretto a sonagli,che fu il successo definitivo della sua carriera. De Filippo ripropose questo spettacolo per tutte le stagioni degli anni ’30-’40, con tre sole interruzioni, una delle quali si registrò nel ’45-’46, quando nacque Quei fantasmi! Se confrontiamo le trame delle sue pieces, esse risultano così apparentate da poter essere riassunte insieme con la stessa frase: i coniugi cornuti di una coppia illegale vivono giorni d’inferno cercando il modo migliore per uscire dallo loro situazione. La somiglianza è poi avvalorata da molti altri particolari. Inoltre, l’una e l’altra azione scenica potrebbero essere sincronizzate con pochi rintocchi, fino a far combaciare le entrate e le uscite.Dunque De Filippo scrisse all’ombra di Pirandello. Però non lo copiò: guardò a Pirandello come un super-autore, e, agendo da attore-autore, ne diede una sua interpretazione. Ovvero, De Filippo riprodusse nel suo testo immagini ed emozioni il lui scaturite dopo anni e anni di interpretazione del Berretto a sonagli. In quella combinazione, in quel trascolorare dall’assimilazione alla creazione, egli poté fondere anche il meglio della tradizione attorica da cui proveniva: la tradizione petitiana. Da questo punto di vista si può notare la felicità creativa di Eduardo. Così De Filippo arrivò a decantare il portentoso immaginario della sua tragica, ricorrente commedia, quella del broghese-poveroscristo che è innamorato della moglie perché vede disgregarsi la famiglia e persa la famiglia egli sarebbe preda del ‘caos’. Con questo caso si può vedere come anche l’attore interprete attiva un processo drammaturgico, nel momento in cui realizza un testo. L’attore fedele esprime una sua drammaturgia, mimetizzandola nella drammaturgia scritta del personaggio. Solo l’attore funzionale, quello che si limita a prestare il proprio corpo, non fa drammaturgia. Negli anni seguenti, il processo generativo di Questi fantasmi! Divenne per Eduardo-autore un vero e proprio metododi lavoro. Eduardo temeva che il suo rapporto con il Berretto a sonagli fosse giudicato negativamente, come un’appropriazione indebita: uno scandalo del genere per lui, in quel momento, sarebbe stato disastroso, avrebbe compromesso quella che oramai andava delineandosi come la sua invenzione post-bellica: la possibilità di una rigenerazione attorica e dialettale del teatro nazionale. I tempi, con l’uscita dal fascismo, facevano sperare in una rottura delle vecchie barriere, a vari livelli del teatro italiano. Eduardo in particolare agiva perché si rompessero le contrapposizioni canoniche fra teatro d’autore e teatro d’attore e fra teatro nazionale e teatro dialettale. Diceva “nel teatro può coesistere tutto, tutto può coesistere”. Con Questi fantasmi! l’invenzione eduardiana usciva allo scoperto: era ormai
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