In terra detenevano nelle loro mani il potere

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in terra: detenevano nelle loro mani il potere temporale e spirituale sull’intera comunitàmussulmana. E Wallada, da vera, nobile principessa, vive il declino della sua dinastia in modo nicchiano, al di ládel bene e del male. Sfida le regole e le consuetudini del suo tempo: abbandona il velo, veste dauomo, rivendica una eguaglianza di fatto e di diritto nei confronti degli uomini. Ma contrariamente al pensiero Nicchiano, quello di Wallada è un pensiero democratico: infattiistruisce le serve e le schiave di corte all’arte e alla letteratura perché si elevino attraverso la culturae acquisiscano una propria autonomia e indipendenza da ogni potere.Gli anni nei quali ho dovuto pagare la mia lotta per la libertà e il disprezzo delle regole sonostati lunghi; nei momenti in cui posizione e potere mi sostenevano ho fatto vacillare loscranno degli imam di Cordova. Sono tutti passati per incassare, come fanno gli usurai,appena gira la ruota. Neppure allora mi sono arresa al desiderio maschile, Muhía; non homai consegnato le mie labbra a una bocca non desiderata, anche se venti tremendigonfiavano la mia gelosia e le malelingue mi insultavano paragonandomi alle donne chebattono la strada.La libertà di Wallada è tale che quando gli Omeya ormai sono cacciati da Cordova e sul trono siedela famiglia rivale dei Banu Yahwar, Wallada non ha remore ad innamorarsi di Ibn Zaydun. Uno deipoeti e degli intellettuali più influenti dell’epoca, consigliere di corte proprio dei Banu Yahwar. I
due si scambiano poesie d’amore, missive, lettere appassionate, come se i loro sentimenti sipotessero esprimere soltanto con la parola scritta e la forma musicale della metrica araba.La poesia per Wallada è, crocianamente, una conoscenza prelogica della realtà. Pura intuizione deisensi. Ecco le parole che Wallada dedica a Ibn Zaydun:Aspetta la mia visita, in quell’ora della notte, nella quale le ombre sono più opache, la notte, per me, è il miglior modo di serbare un segreto.Mi hai procurato un tale rapimento che se l’avesse avuto il sole non nascerebbe più, se l’avesse sentito la luna,non sorgerebbe più, se l’avesse provato una stella si bloccherebbe nel bel mezzo della notteLa tenzone amorosa tra i due passerà alla storia e le poesie che si scambieranno sarannounanimemente considerate dai posteri come le più belle liriche d’amore mai scritte nella poesiaaraba.Ecco, infatti, come risponde a Wallada Ibn Zaydun:Tra te e me, se lo volessi, ci sarebbe qualcosa che non si svelerebbe, un segreto ben occultato, anche se gli altri lo divulgassero... È sufficiente (sapere)che, se tu caricassi sul mio cuore quello che nessun uomo può sopportare, il mio cuore lo reggerebbe. Sii altezzosa, te lo permetterò; intransigente, avrò pazienza; sii orgogliosa, mi farò umile; scappa e ti inseguirò; parla e ti ascolterò; dai ordini io obbediroCome ha già notato Marco Rossi, c’è un nesso tra la lirica araba e lo stilnovo, sentiamo infattiDante.

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